Il B.L.S. e i volontari della Protezione Civile

Sempre più si avverte la necessità di poter contare su un volontariato in grado di essere impiegato nel migliore dei modi.
Oltre ad essere esperti nelle specifiche competenze, i volontari di protezione civile dovrebbero acquisire competenze base nel primo soccorso.
Senza la pretesa di sostituire medici, infermieri ed operatori del 118, un volontariato preparato al primo soccorso risulterebbe essenziale nelle fasi iniziali di un evento calamitoso
 

 

Premessa

Valutare circostanze e modalità d'insorgenza di un accidente è presupposto indispensabile di qualsiasi azione di soccorso. E' necessario che il soccorritore effettui con gran rapidità questa valutazione, mentre nel contempo segnala ai presenti la propria qualifica, così da poter poi assumere la regia delle operazioni e adottare i provvedimenti ritenuti più opportuni. Oltre che informarsi sul tipo di incidente (trauma, ustione, intossicazione, elettrocuzione, malattia ecc.) il soccorritore deve sempre considerare il rischio di accidenti in serie. Gli accidenti in serie, oltre che essere causa di ulteriori possibili lesioni alla vittima, possono coinvolgere i presenti e anche il/i soccorritore/i rendendoli anch'essi vittime. La rianimazione cardiopolmonare di base (RCP) – Basic Life Support (BLS) comprende il sostegno delle funzioni vitali (circolo ematico e respiro) senza strumentazioni particolari, ma un insieme di manovre a "mani nude". Il BLS deve essere effettuato anche da personale non professionista perché molte volte è proprio il volontario che affronta per primo l'emergenza. In caso di arresto cardiaco, il tempo è critico. L'ossigeno nei polmoni e il flusso sanguigno sono sufficienti a garantire la sopravvivenza solo per pochi minuti. La vittima, la cui circolazione e respiro si sono interrotti per meno di 4 minuti, ha una probabilità eccellente di piena ripresa se RCP è attivata rapidamente. Nel periodo compreso tra 4 e 6 minuti può esserci danno cerebrale.
Dopo 6 minuti il danno cerebrale è quasi certo.

Analizzeremo ora le varie fasi o sequenze del BLS:

Valutazione: determinare lo stato di incoscienza

Il soccorritore che arriva al fianco della vittima deve valutare velocemente ogni lesione e determinare se la persona è cosciente. Il soccorritore deve scuoterla gentilmente e gridare "Tutto bene?" Se la vittima non risponde, si deve attivare rapidamente il sistema d'emergenza. Se la vittima ha avuto un trauma cervicale o cranico oppure se il trauma è solo sospetto, il soccorritore deve spostare la vittima solo se assolutamente necessario. Movimenti impropri possono causare una paralisi nei traumatizzati con lesione della colonna spinale.

A = Apertura delle vie aeree

In un soggetto in coma e con la muscolatura rilasciata, la lingua cade all'indietro e ostruisce la faringe, impedendo il passaggio dell'aria. L'ostruzione delle vie aeree può essere parziale o completa e può essere dovuta a molteplici cause. La caduta della lingua è la causa più comune di ostruzione delle vie aeree in un soggetto incosciente.
La posizione del collo in flessione facilita l'ostruzione da parte della lingua, non più sostenuta dalla contrazione muscolare.
In questa situazione occorre subito praticare la manovra di iperestensione del capo e sollevamento della mandibola, che consente di spostare la lingua verso l'alto, rendendo possibile il passaggio dell'aria, mediante:
una mano sulla fronte che preme all'indietro per estendere il capo.
La trazione del mento, metodo preferenziale per i soccorritori inesperti.
Metodo indicato solo nei casi in cui NON si sospetti un trauma.
Le protesi dentarie non devono essere rimosse subito, in quanto rappresentano un sostegno per le guance e le labbra, che facilita la respirazione artificiale. Inoltre la mano posta sul mento le mantiene in sede. Vanno rimosse solo nel caso in cui si siano spostate o interferiscano con le manovre di rianimazione. E' importante ricordare di: non ruotare lateralmente e non flettere il collo; non mettere un cuscino sotto la testa.

B = Respirazione

A questo punto si deve valutare se il soggetto respira.


Con la tecnica GUARDO, ASCOLTO, SENTO:

  • Si guarda il torace, per verificare la presenza dei movimenti respiratori;
  • Si ascolta il rumore dell'aria che esce dalla bocca, avvicinando il proprio orecchio al volto;
  • Si sente il flusso dell'aria che esce dalla bocca o dal naso avvicinando la propria guancia al volto.

Durante questi controlli per la valutazione del Respiro si mantiene la posizione di pervietà delle vie aeree secondo le tecniche precedentemente descritte.

La sequenza deve essere conclusa in 3-5-secondi.
Se il soggetto respira, una volta completata la valutazione verificando la presenza del polso carotideo, si deve far assumere la posizione laterale di sicurezza (per pazienti che NON hanno subito traumi).
Questa posizione permette la fuoriuscita dalla bocca delle secrezioni, del sangue e del vomito eventualmente presenti e previene l'inondamento delle vie aeree.

Qui di seguito alcune indicazioni su come ottenere la posizione laterale di sicurezza:

1. flettere la gamba corrispondente al lato in cui si dispone il soccorritore;
2. mettere la mano dello stesso lato sotto al gluteo;
3. ruotare lentamente il paziente sul fianco con il movimento contemporaneo del capo, delle spalle, del bacino;
4. estendere il capo all'indietro per assicurare la posizione di pervietà delle vie aeree, tenendo il viso rivolto verso il basso;
5. mettere la mano del braccio rimasto in alto sotto la guancia del paziente in modo da mantenere l'estensione del capo ed evitare che il paziente rotoli sul viso. Il braccio declive posto dietro la schiena evita che il paziente ricada sul dorso.
6. proseguire il controllo della vittima fino all'arrivo dei soccorritori.

Nel dubbio che la vittima abbia subito un trauma e sia dunque possibile una lesione della colonna vertebrale, è preferibile NON spostarla, a meno che si trovi in una situazione di pericolo imminente (incendio, esplosione, crollo, ecc.). In tal caso occorre mantenere allineati il capo, il collo, le spalle e il bacino durante tutte le fasi dello spostamento per evitare gravi e irreversibili lesioni della colonna vertebrale. Se il soggetto NON respira, bisogna iniziare subito la respirazione artificiale. La posizione indicata per effettuare le manovre di rianimazione è la posizione supina allineata. La posizione prona impedisce l'effettuazione delle manovre di rianimazione (respirazione artificiale e massaggio cardiaco esterno).

MODALITA' DI VENTILAZIONE

Queste tecniche si basano sul principio che, in assenza di altri mezzi, l'aria espirata dal soccorritore contiene una percentuale di ossigeno sufficiente per le esigenze della vittima

Inspirata Espirata
Azoto 79% 79%
O221%16%
CO20.03%5%

Bocca-bocca: 
occorre chiudere il naso con pollice ed indice (della mano posizionata sulla fronte). Fare un respiro profondo e appoggiare le proprie labbra sulla bocca della vittima, sigillandola. Eseguire due insuflazioni lente e profonde della durata di 1.5-2 secondi per respiro)

Bocca-mezzo ausiliario: maschera tascabile







La diffusione di ausili come le maschere facciali tascabili, rende la tecnica della respirazione artificiale più sicura, in quanto non si viene direttamente a contatto con le vie aeree della vittima, contenenti secrezioni e sangue, nè con l'aria espirata dal paziente, che fuoriesce da una apposita valvola.
  • Posizione a lato del paziente. Iniziare con 2 insufflazioni
  • Insufflare lentamente per evitare il rigonfiamento dello stomaco
  • Controllare l'espansione del torace
  • Assicurare che l'espirazione avvenga liberamente

 

C = Circolazione

Una volta liberate le vie aeree ed iniziata la respirazione artificiale con due insufflazioni, occorre verificare la presenza del polso carotideo.

  • Mantenere il collo esteso con la mano sulla fronte.
  • Localizzare la laringe e far scivolare indice e medio lateralmente, fino a localizzare, tra la laringe e i muscoli del collo, la pulsazione dell'arteria.
  • Non premere troppo per evitare di farla scomparire.

La presenza del polso carotideo deve essere ricercata per 10 secondi.

La carotide è l'arteria più facilmente accessibile in ogni individuo, poichè il collo è quasi sempre scoperto; è di fondamentale importanza, in quanto assicura l'apporto di ossigeno al cervello; può essere reperita anche quando la pulsazione delle altre arterie è scomparsa.

SITUAZIONE - Paziente NON cosciente, respiro presente, polso presente, NON trauma

AZIONE - Far assumere la posizione laterale di sicurezza

SITUAZIONE - Paziente cosciente, respiro presente, polso presente

AZIONE - Non lasciare mai sola la vittima fino all'arrivo dei soccorsi; continuare ad osservare e controllare la vittima: le sue condizioni potrebbero modificarsi; mantenere la calma

SITUAZIONE - Respiro assente e polso presente

AZIONE - Effettuare la respirazione artificiale

SITUAZIONE - Respiro presente e polso assente

AZIONE - Effettuare il Massaggio Cardiaco Esterno (MCE) TR>

SITUAZIONE - Respiro assente e polso assente

AZIONE - Effettuare la respirazione artificiale e il Massaggio Cardiaco Esterno (MCE)

La tecnica del Massaggio Cardiaco Esterno consiste nella compressione ritmica dello sterno, che determina una compressione diretta del cuore tra due superfici rigide, rappresentate da sterno e vertebre, e un aumento della pressione all'interno del torace.

Attraverso questi due meccanismi si realizza una circolazione del sangue, che, se associata alla respirazione artificiale, provvede a fornire al cervello l'ossigeno necessario e a garantirne la sopravvivenza. In caso di arresto cardiaco la respirazione artificiale e il Massaggio Cardiaco Esterno devono perciò essere sempre abbinati, poichè non ha senso far circolare un sangue non ossigenato, nè ossigenare un sangue che non circola.

TECNICA DEL MASSAGGIO CARDIACO:

Porre il paziente su di una superficie rigida in posizione supina. Inginocchiarsi a lato del paziente, che spesso si trova a terra. Individuare la metà inferiore dello sterno. Appoggiare l'estremità del palmo della mano sullo sterno, sollevando dita e palmo, per non comprimere le coste. Sovrapporre l'altra mano, a dita tese o incrociate. Effettuare le compressioni a braccia tese (gomiti rigidi) e spalle perpendicolari sullo sterno, in modo da esercitare la massima forza possibile per un tempo sufficientemente lungo con tutto il peso del tronco. Comprimere lo sterno di 4-5 cm (la forza impiegata varia a seconda della struttura fisica del soccorritore e della vittima, dal bambino all'anziano) con un movimento intenso e rapido (meno di un secondo complessivamente). Rilasciare la compressione, senza spostare e sollevare le mani, per permettere al torace di ritornare alla posizione di partenza sfruttandone l'elasticità. Il rapporto compressione-rilasciamento deve essere di 1:1.

La frequenza di compressione deve essere 80-100 min.

In questo modo si fa arrivare il sangue al cervello e al cuore con una pressione di 60-80 mmHg, che può garantire la sopravvivenza del paziente.

Se il soccorritore è da solo il Massaggio Cardiaco deve essere alternato alla respirazione artificiale nel rapporto 15:2

Se i soccorritori sono due il Massaggio Cardiaco deve essere alternato alla respirazione artificiale nel rapporto 5:1

Dopo 4 cicli di compressioni/respirazioni 15:2 o dopo 10 cicli 5:1, cioè all'incirca dopo 1 minuto di rianimazione, il soccorritore deve controllare il polso carotideo:

SITUAZIONE

se il polso è assente

AZIONE

continuare la rianimazione

SITUAZIONE

se il polso è presente

AZIONE

controllare il respiro

SITUAZIONE

se il respiro è assente

AZIONE

continuare la respirazione artificiale, controllando periodicamente il polso

SITUAZIONE

se il respiro è presente

AZIONE

controllare attentamente il paziente, eventualmente posizione laterale di sicurezza (NON sospetto di trauma e paziente NON cosciente).

La rianimazione cardio-respiratoria non deve mai essere interrotta prima dell'arrivo di un'equipe di rianimazione, salvo che per esaurimento fisico del soccorritore. Comunque, dopo 30 minuti di rianimazione corretta senza ripresa del polso si instaurano danni irreversibili al cervello, che rendono inutile ogni ulteriore tentativo. Il problema maggiore per un profano è rappresentato dalla certezza della diagnosi di morte.

Può ancora essere utile ricordare la tecnica di estrazione manuale della vittima mantenendo in asse la colonna vertebrale, quando sia necessario allontanarla rapidamente per la presenza di un pericolo imminente, rappresentato da incendio, esplosione, crollo, ecc., e la posizione anti-shock da utilizzare durante le manovre di rianimazione cardio-respiratoria, per far affluire una maggiore quantità di sangue verso il cuore e il cervello.

*1Presidente "Gruppo Radio C.B. Genova Ponente", unità ausiliaria volontaria di Protezione Civile di Arenzano (Ge).

**2 Infermiere Professionale di Area Critica Istruttore BLS - BTLS presso il Centro Formazione Emergenza E.O. Ospedali Galliera GE

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